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Un brindisi per gli Sposi

 

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 Quante volte abbiamo sentito questa frase?  E quante volte l’abbiamo pronunciata? www.tipografiamontani.it Tante, innumerevoli volte; spesso senza neanche riflettere sul vero significato. Superato lo stress dei preparativi per un matrimonio, celebrata la cerimonia del matrimonio, scattate le foto del matrimonio, finalmente gli sposi arrivano al ristorante. www.relaisnadyne.it Il primo brindisi al matrimonio li coglie quasi di sorpresa davanti al buffet, per poi continuare ad libitum fino a tardo pomeriggio, compresi caffè e ammazzacaffè. Gli sposi sono talmente frastornati che non solo non sentono quei brindisi, ma probabilmente non hanno notato nemmeno il calice levato in alto dal sacerdote per la consacrazione del vino durante il rito del matrimonio. Forse neanche ricordano che di brindisi nella loro vita ne hanno fatti e ricevuti tantissimi. Ovviamente ogni brindisi è accompagnato da una coppa di spumante o da un calice di vino. Ergo, il vino accompagna tutta la nostra vita e ne scandisce le tappe salienti, anche se qualche volta quel vino neanche lo abbiamo bevuto:

un brindisi per il nascituro, un brindisi per il 1° compleanno, http://www.ristorantecenerentola.com  un brindisi per il 18° compleanno,  www.autonoleggiopercerimonia.it un brindisi per la maturità, un brindisi per il neopatentato, un brindisi per la laurea, un brindisi per il primo impiego ecc. Uno dei tanti brindisi riferiti all’unione nuziale e diffuso soprattutto nel sud, è quello di bere con le braccia intrecciate tra sposo e sposa. Nella maggioranza dei casi, tuttavia, il brindisi si è svilito a rito meccanico. Gesti e parole hanno perso il significato e le ragioni profonde del brindare non si riconoscono più. Il brindisi è diventato frase fatta, luogo comune, automatismo dell’inizio a bere. “Cin cin” , “alasantè” (a la santè), “prosit” (dal latino prodesse = giovare) o semplicemente salute (impiegato sia nel brindisi che dopo uno starnuto) sono usati a memoria, passivamente. “Cin cin” http://www.fantasiafeste.it sappiamo che deriva dall’inglese “chin chin”, il cui significato è “prego prego”, e sembra che siano stati proprio dei marinai inglesi ad introdurlo in Europa. Poi fu interpretata come parola onomatopeica, che riproduceva il suono dei bicchieri che si scontrano. Esiste un lungo elenco di brindisi augurali che riguarda l’amore, la salute, il denaro e persino il tempo libero, senza il quale amore, salute e denaro stessi non valgono alcunché. E, a parte qualche rara eccezione, tutti gli esseri umani almeno una volta nella loro vita hanno brindato a qualcosa. In letteratura o nella vita quotidiana, il brindisi ci lega ad un rituale antichissimo ed ancestrale dei popoli, attraverso il quale il dono di bere si unisce ai nostri pensieri, alle nostre speranze ed al nostro bisogno di salute, http://www.recarloricevimenti.it  cioè di salvezza. Recentemente alcuni studiosi hanno scoperto e dimostrato che i santi protettori del vino sono una quarantina, e quello del brindisi potrebbe essere identificato in San Vincenzo (Vincent). Infatti Vin–Cent, così scomposto, potrebbe essere l’augurio di bere vino per cent’anni. Noi, quindi, agli sposi www.artedelfioremaria.it/index3.php  auguriamo cento anniversari di matrimonio, brindando con del vino o con delle bollicine, purchè il percorso della loro unione sia sereno e vada in una direzione comune. Roberto Putzu