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Matrimonio e Rito Ebraico

Baldacchino Nuziale, Kuppah, Matrimonio Ebraico, Rito Ebraico.

Un Rito semplice, ma molto suggestivo

di Giulia Sonnino  www.abracadabraeventi.net

Alla vigilia delle nozze

la sposa si immerge in

un Mikveh, una

piscina di acquapiovana

specificatamente creata

per questo uso, che

 

la purifica simbolicamente per le nozze. Di solito, subito dopo,

le amiche e le parenti più intime si riuniscono per festeggiare con dolcetti

e musica. Il giorno delle nozze i futuri sposi dovrebbero digiunare.

Questo perché si ritiene che, con l’unione matrimoniale, gli sposi rinascano

in un’unica, nuova persona e i loro peccati vengano annullati attraverso

il digiuno. Lo sposo, insieme ad amici, testimoni e parenti, aspetta l’arrivo

della sposa e, nella commozione generale, le copre il volto con il velo,

che fino a quel momento era stato sollevato. La tradizione infatti vuole

che lo sposo si accerti che si tratti della ragazza giusta. Solo cosi la sposa,

velata, potrà essere condotta sotto" la Chuppa",il baldacchino nuziale dove si

 

celebrerà la cerimonia e che simboleggia la futura casa coniugale. La lettura

della Ketubbah, il contratto di matrimonio precedentemente firmato dallo

sposo e da due testimoni, verrà eseguita dal Rabbino davanti a tutti gli invitati,

sarà benedetto del vino e lo sposo infilerà l’anello (che deve essere liscio

e senza iscrizioni, a simboleggiare la purezza assoluta) al dito indice della

mano destra della sposa. Essa accetterà silenziosamente l’anello, affermando

in questo modo la sua volontà all’unione. La Ketubbah viene consegnata quindi

alla madre di lei, che ne sarà la custode per la vita; e sette uomini, scelti tra

parenti e amici, pronunceranno le 7 benedizioni su un bicchiere di vino, che

verrà poi dato da bere agli sposi. Lo sposo, pronunciando la frase “Se ti

dimentico Gerusalemme si paralizzi la mia destra, si attacchi la mia lingua al

palato se non metterò Gerusalemme al di sopra di ogni mia gioia” , rompe a

terra un bicchiere di cristallo, un gesto che simboleggia l’intenzione, anche

nei momenti più felici, di non dimenticare il dolore per la distruzione del

tempio di Gerusalemme. Il rito finisce qui… gli sposi salutano gli amici che si

congratulano con loro e possono dare una benedizione personale a ciascuno.

Infatti, nel giorno delle proprie nozze, vengono considerati portatori di fortuna

e di benedizioni. La nuova coppia si apparta poi nell “Heder Ychud”, una

stanza dove resterà per una mezz’oretta, per rompere il digiuno e stare

insieme, e che simboleggia l’avvenutaunione . All’uscita saranno considerati

a tutti gli effetti marito e moglie. Nella sala ricevimenti gli ospiti, che

attendono il ritorno degli sposi, si preparano ad accoglierli con musica e danze.

Al loro arrivo, saranno trascinati nel vortice dei balli, da cui non emergeranno

tanto facilmente; nel matrimonio ebraico infatti raramente si riesce di

mangiare qualcosa se si è i protagonisti e si andrà avanti sino a notte

fonda, i festeggiamenti continueranno poi con la particolare tradizione,

che vede parenti e amici impegnati a offrire, per sette giorni, la cena ai

novelli sposi, invitando sempre dieci uomini e gente nuova, in modo da

allietare le prime serate della loro nuova vita insieme.

 

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