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La scelta dei vini al pranzo.

Qual è il criterio per scegliere i vini da abbinare ad un banchetto ed in particolare ad un banchetto nuziale? www.recarloricevimenti.it 329.61.34.811 Così su due piedi è impossibile dare una risposta al quesito. Sarà meglio un “ bianco ” o un “rosso”? Un vino“giovane”· o “ invecchiato”? A volte la scelta ricade sui vini rosati o sulle bollicine, veri e propri· jolly del panorama enologico. Decidere con quale “bottiglia” accompagnare uno o più piatti non è così facile  come sembra e neppure il miglior sommelier del mondo

può dire di possedere la verità in questa materia. E’ vero che esiste· una tecnica dell’abbinamento cibo-vino, ma non si tratta di una scienza esatta, perché alla fine ciò che conta è il gusto personale.· La regola fondamentale da osservare per un buon abbinamento cibo-vino è quella· in cui nessuna delle due componenti, nel piatto e nel bicchiere, deve sovrastare l’altra. Ma bisogna anche soddisfare i vari gusti dei commensali. Cibo e vino devono completarsi armoniosamente, ma raggiungere questo equilibrio certamente non è facile. Tuttavia seguendo alcune linee guida è possibile avvicinarsi a delle ottime soluzioni di seguito sintetizzate. Il primo criterio è quello di rispettare le caratteristiche del piatto e del vino. Ed è facile intuire che un vino giovane scompare nell’accostamento ad un piatto di cacciagione, così come un rosso invecchiato mal si abbina ad un petto di pollo alla piastra. Il secondo criterio è quello stagionale. Ad esempio: vini estivi (leggeri di poco corpo e giovani) abbinati a piatti delicati e poco conditi. Il terzo criterio da seguire è quello regionale, ossia abbinare· vini e ricette di una stessa zona, e la soluzione ideale sarebbe quella di affidarsi agli addetti ai lavori del luogo in cui ci si trova. Esistono altri criteri di abbinamento, ma preferisco fermarmi qui per non confondere· le idee al lettore meno esperto. Per semplificare le cose, e con un po’ di campanilismo, suggerirei i vini della nostra regione, abbinati possibilmente a piatti locali. Senza ignorare, comunque, che in tutta Italia esistono svariate· centinaia di ottime· ”bottiglie” prodotte da altrettante aziende serie. La produzione vinicola del Lazio è maggiormente legata a vini bianchi piuttosto che a quelli rossi. Ricordiamo quelli bianchi dorati dei Castelli Romani, come il Frascati Superiore ed il Cannellino, oggi rivalutati grazie anche alla D.O.C.G. (denominazione di origine controllata e garantita ) (con uve quasi esclusivamente Trebbiano e Malvasia) ed il mitico Est! Est!! Est!!! di Montefiascone. Vini generalmente abboccati, di beva facile e poco adatti all’invecchiamento. Comunque l'introduzione di lavorazioni a bassa temperatura e di filtraggi vari hanno trasformato la loro personalità, tanto che oggi sono vini più secchi e più leggeri, caratterizzati da una maggior resistenza temporale, che ne consente anche la commercializzazione internazionale. Vini generalmente fermi, salvo qualche rara eccezione, i bianchi del Lazio sono carnosi e piacevolmente fruttati e si abbinano ad una grande varietà di piatti. La loro immediatezza non è affatto un attributo negativo. I rossi laziali variano in composizione. L'Aprilia si ottiene da varietà di Merlot e Sangiovese, mentre i rossi di Cerveteri, Cori e Velletri sono basati su Montepulciano e Sangiovese. Da ricordare anche i vari tipi di Cesanese, autoctoni della regione, che oggi rappresentano il vino rosso laziale più importante, avendo ottenuto per primo la DOCG. Il vitigno Cesanese dà vini secchi e dolci nelle tre zone della Prenestina e delle colline della Ciociaria a sud-est di Roma, mentre con le uve Aleatico si realizza il vino da dessert prodotto sulle rive settentrionali del lago di Bolsena, vicino Gradoli. Vorrei concludere,ricordando che in ogni festa,degna di tale nome , non possono mancare assolutamente le “bollicine”. Spumanti secchi per l’aperitivo, e spumanti dolci per la torta e ogni tipo di pasticceria. Questi vini,non solo rendono più allegro l’evento,ma sono anche di buon auspicio. “ Si me frulla pe’ la testa un pensiero che me scoccia , me fermo a beve e chiedo aiuto ar vino , poi me la canto e seguito er cammino cor destino in saccoccia. TRILUSSA